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Taglio agli "sprechi bestiali"

Ospitiamo le considerazioni di Armando Gariboldi,  naturalista e collaboratore della Rivista della Natura, che ci scrive dopo aver letto l'articolo "Pagato dalla Regione per ululare nei boschi", apparso di recente sul quotidiano Il Giornale e di cui alleghiamo il pdf.

Da un po' di giorni il mondo dei naturalisti e in particolare dei faunisti e degli appassionati di zoologia è in subbuglio per uno sciagurato articolo pubblicato ai primi di febbraio su "Il Giornale" , firmato da Francesco Cramer, che riprendeva un'uscita del Ministro Brunetta in cui si criticava, tra le varie spese inutili da tagliare, alcuni finanziamenti a ricerche faunistiche. Ovviamente si giocava sugli "sprechi bestiali" segnalati dal ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione. In quella sede venivano citati i fondi investiti da Regioni, Province, Comuni e Comunità montane per la ricerca scientifica, il monitoraggio di specie a rischio (come lupo, lepre variabile, ecc.), oltre a  consulenze esterne di vario genere. Si scopriva così per esempio che la Regione Valle d'Aosta "sprecava" ben 6 mila euro lordi per il monitoraggio dei chirotteri o 9000 per dei "ridicoli" censimenti di lupi in cui i buffi ricercatori si divertivano a cercare gli animali ululando essi stessi (alla luna?). Ecco quindi identificati i veri sprechi dell'Italia maneggiona e in crisi: e non, che so, i 72.851,39 euro percepiti per sei mesi "di lavoro" dal portavoce del Presidente della Regione Toscana, per non parlare delle milionate gettate in ospedali, strade, aereoporti, carceri, ecc. costruiti dalla pubblica amministrazione e lasciate marcire senza essere mai finiti ("Striscia la notizia" docet).
Molto ci sarebbe da dire sulla caduta di professionalità che interessa ormai gran parte della categoria dei giornalisti. Oppure di come la ricerca scientifica in Italia (e in particolare quella 
naturalistica) sia ormai diventata, poco più di un gadget.
Voglio invece sottolineare come uscite di questo tipo da parte di politici e amministratori pubblici, e i relativi patetici articoli di qualche immancabile scribacchino, ci raccontino di un livello culturale in cui la consapevolezza dei valori ambientali del nostro Paese stia pericolosamente tornando a livelli di 25-30 anni fa, quando l'ecologia era solo il pallino di pochi gruppi di svitati e di come, in momenti di crisi, sia la prima cosa da sacrificare (assieme a musica, arte e cultura). Ecco allora la conferma di come non solo non ci sia stato un  "salto" culturale (con buona pace di chi, come me, ha dedicato 25 anni alla sensibilizzazione ambientale ed alle battaglie per la protezione della natura), ma anche dell'incapacità della nostra classe dirigente di capire le opportunità socio-economiche di scelte strategiche basate invece proprio su una maggior attenzione alle componenti ambientali. Basti pensare al volano ecomico che potrebbe attivare la "ristrutturazione" di gran parte della rete idrica nazionale.
L'importante è invece continuare a tutelare il campionato di calcio e ad "investire" nei consumi (compriamoci tutti la quarta auto e il terzo cellulare) e in opere infrastrutturali fondamentali, come ad esempio nuovi grandi ponti , per rilanciare l'economia. Panem et circenses: una vecchia regola che non ha impedito al più grande impero della storia di sgretolarsi: proprio come sta succedendo  adesso.
                         Armando Gariboldi - Naturalista e giornalista scientifico -Torre d' Isola (Pv)

 

 
 
 
 
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Taglio agli "sprechi bestiali"

Ospitiamo le considerazioni di Armando Gariboldi,  naturalista e  collaboratore della Rivista della Natura, che ci scrive dopo aver letto l'articolo "Pagato dalla Regione per ululare nei boschi", apparso di recente sul quotidiano Il Giornale e di cui alleghiamo  il pdf.

Da un po' di giorni il mondo dei naturalisti e in particolare dei faunisti e degli appassionati di zoologia è in subbuglio per uno sciagurato articolo pubblicato ai primi di febbraio su "Il  Giornale" , firmato da Francesco Cramer, che riprendeva un'uscita del Ministro Brunetta in cui si criticava, tra le varie spese  inutili da tagliare, alcuni finanziamenti a ricerche faunistiche. Ovviamente si giocava sugli "sprechi bestiali" segnalati dal  ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione. In quella  sede venivano citati i fondi investiti da Regioni, Province, Comuni e Comunità montane per la ricerca scientifica, il monitoraggio di  specie a rischio (come lupo, lepre variabile, ecc.), oltre a consulenze esterne di vario genere. Si scopriva così per esempio  che la Regione Valle d'Aosta "sprecava" ben 6 mila euro lordi per il monitoraggio dei chirotteri o 9000 per dei "ridicoli" censimenti di lupi in cui i buffi ricercatori si divertivano a cercare gli animali ululando essi stessi (alla luna?).
Ecco quindi identificati i veri sprechi dell'Italia maneggiona e in crisi: e non, che so, i 72.851,39 euro percepiti per sei mesi "di lavoro" dal portavoce del Presidente della Regione Toscana, per non parlare delle milionate gettate in ospedali, strade, aereoporti, carceri, ecc. costruiti dalla pubblica amministrazione e lasciate marcire senza essere mai finiti ("Striscia la notizia" docet).
Molto ci sarebbe da dire sulla caduta di professionalità che interessa ormai gran parte della categoria dei giornalisti. Oppure di come la ricerca scientifica in Italia (e in particolare quella naturalistica) sia ormai diventata, poco più di un gadget.
Voglio invece sottolineare come uscite di questo tipo da parte di  politici e amministratori pubblici, e i relativi patetici articoli di qualche immancabile scribacchino, ci raccontino di un livello culturale in cui la consapevolezza dei valori ambientali del nostro Paese stia pericolosamente tornando a livelli di 25-30 anni fa,  quando l'ecologia era solo il pallino di pochi gruppi di svitati e di come, in momenti di crisi, sia la prima cosa da sacrificare (assieme a musica, arte e cultura).
Ecco allora la conferma di come non solo non ci sia stato un "salto" culturale (con buona pace di chi, come me, ha dedicato 25 anni alla sensibilizzazione ambientale ed alle battaglie per la protezione della natura), ma anche dell'incapacità della nostra classe dirigente di capire le opportunità socio-economiche di scelte strategiche basate invece proprio su una maggior attenzione alle componenti ambientali. Basti pensare al volano ecomico che potrebbe attivare la "ristrutturazione" di gran parte della rete idrica nazionale. L'importante è invece continuare a tutelare il campionato di calcio e ad "investire" nei consumi (compriamoci tutti la quarta auto e il terzo cellulare) e in opere infrastrutturali fondamentali, come ad esempio nuovi grandi ponti , per rilanciare l'economia. Panem et circenses: una vecchia regola che non ha impedito al più grande impero della storia di sgretolarsi: proprio come sta succedendo adesso.
                                    Armando Gariboldi - Naturalista e giornalista scientifico -Torre d'Isola (Pv)

 
 
 
 
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Bucaneve o bucafoglie

Il Bucaneve (Galanthus nivalis) è una piccola pianta che fiorisce sul finire dell’inverno: quando le nevicate sono tardive è facile scorgere i boccioli che si fanno largo tra la coltre bianca; se la neve è poca o assente, spesso emergono tra le foglie secche del sottobosco, quindi possono diventare, scherzosamente, “bucafoglie”. In presenza di vento le foglie traforate dai bucaneve volano via. Un inverno povero di precipitazioni nevose e di burrasche ha fatto sì che ho potuto trovare molte piantine con una foglia secca trascinata verso l’alto: munito di treppiede, obiettivo macro, mirino angolare e scatto elettrico ho cercato quelle a mio avviso più “fotogeniche”, ed ecco una immagine di Bucaneve, diventato “bucafoglie” !

 
 
 
 
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Giù le mani dall'Ecopass
Pubblichiamo una lettera a firma dell'Associazione Genitori Antismog indirizzata al Presidente della Provincia di Milano, il Dottor Luigi Penati, a difesa del provvedimento atto a ridurre il traffico nel centro del capoluogo lombardo denominato Ecopass.

Spettabile Presidenza della Provincia di Milano.

Alla cortese attenzione del Presidente Egregio Dottor Filippo Luigi Penati.
 
 
 
 
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DANIMARCA: LA MATTANZA DELFINI
Arriva quasi sussurrata un'inquietante notizia dalle lontane e sconosciute isole Feroe: gli abitanti dell'arcipelago danese (18 isolotti situati fra Islanda e Norvegia) anche quest'anno hanno ucciso migliaia di esemplari del delfino appartenente al genere dei Globicefali (Globicephala melas), meglio conosciuto come la più docile e curiosa delle balena pilota. Le immagini parlano chiaro: centinaia di giovani uomini aspettano a pochi metri dalla riva armati di uncini e coltelli l'arrivo degli inermi cetacei, precedentemente attirati in acque basse da piccole imbarcazioni. A questo rituale partecipa festosa l'intera popolazione: c'è chi sostiene essere solo una macabra cerimonia per sancire il passaggio nell'età adulta dei ragazzi, mentre di diverso parere sono gli abitanti delle isole, che asseriscono di cacciare i globicefali da più di 1200 anni per ricavarne sostentamento nutrizionale, ma anche olio per carburante (derivante dal grasso corporeo), corde (dalla pelle) e boe galleggianti (dalle interiora).
Difficile dire dove stia la verità, soprattutto perché lo "spettacolo" è off limits per occhi estranei. Così il reale numero di prede rimane un mistero e oscilla fra le 1.000, a detta degli isolani, e le 1.500-3.000 secondo fonti ufficiose. Inoltre, essendo questa una specie perlopiù sconosciuta, non si hanno dati certi sulla popolazione mondiale e quindi neppure sul trend di crescita. Non potendo parlare quindi di specie a rischio estinzione o fare appello alle leggi europee in vigore in tema di pesca in quanto le isole Feroe non ne sono soggette godendo di statuti speciali come la Groenlandia, rimane ben poco da fare.
Rimane un'ultima discrepanza: sebbene analizzando le foto e i video risulti difficile crederlo, i feroiani sostengono di uccidere gli animali con un colpo solo, mortale nell'arco di 5-10 secondi, mentre chi ha avuto il "piacere" di presenziare ha riferito di animali in agonia e scene strazianti. Dite la vostra.


Dunia Rahwan
 
 
 
 
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DANIMARCA: LA MATTANZA DELFINI
Arriva quasi sussurrata un'inquietante notizia dalle lontane e sconosciute isole Feroe: gli abitanti dell'arcipelago danese (18 isolotti situati fra Islanda e Norvegia) anche quest'anno hanno ucciso migliaia di esemplari del delfino appartenente al genere dei Globicefali (Globicephala melas), meglio conosciuto come la più docile e curiosa delle balena pilota. Le immagini parlano chiaro: centinaia di giovani uomini aspettano a pochi metri dalla riva armati di uncini e coltelli l'arrivo degli inermi cetacei, precedentemente attirati in acque basse da piccole imbarcazioni. A questo rituale partecipa festosa l'intera popolazione: c'è chi sostiene essere solo una macabra cerimonia per sancire il passaggio nell'età adulta dei ragazzi, mentre di diverso parere sono gli abitanti delle isole, che asseriscono di cacciare i globicefali da più di 1200 anni per ricavarne sostentamento nutrizionale, ma anche olio per carburante (derivante dal grasso corporeo), corde (dalla pelle) e boe galleggianti (dalle interiora).
Difficile dire dove stia la verità, soprattutto perché lo "spettacolo" è off limits per occhi estranei. Così il reale numero di prede rimane un mistero e oscilla fra le 1.000, a detta degli isolani, e le 1.500-3.000 secondo fonti ufficiose. Inoltre, essendo questa una specie perlopiù sconosciuta, non si hanno dati certi sulla popolazione mondiale e quindi neppure sul trend di crescita. Non potendo parlare quindi di specie a rischio estinzione o fare appello alle leggi europee in vigore in tema di pesca in quanto le isole Feroe non ne sono soggette godendo di statuti speciali come la Groenlandia, rimane ben poco da fare.
Rimane un'ultima discrepanza: sebbene analizzando le foto e i video risulti difficile crederlo, i feroiani sostengono di uccidere gli animali con un colpo solo, mortale nell'arco di 5-10 secondi, mentre chi ha avuto il "piacere" di presenziare ha riferito di animali in agonia e scene strazianti. Dite la vostra.

Dunia Rahwan
 
 
 
 
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Vetrina natura
Una serie di prodotti dedicati a chi ama la vita in mezzo alla natura: dal vestiario per il tempo libero, alle creme ecologiche, dal binocolo al GPS...
Una selezione di prodotti scelti dalla redazione della Rivista della Natura in linea con le esigenze di chi, per diletto o per sport, vuole essere aggiornato sulle novità del mercato.

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Anno: Numero:
Vetrina Accessori/Outdoor
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Anno: Numero:
Vetrina Cosmesi/Bellezza/Salute
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Anno: Numero:
Vetrina Ottica/Foto/Tecnologie
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Anno: Numero: Inchiesta
AUTO ECOLOGICHE
LA PREFERISCO VERDE

L’ambiente è protagonista nel mondo dei motori, con una differenza rispetto al passato: la concretezza. Se volete un’auto che inquina meno e vi fa risparmiare, il vostro obiettivo è già a portata di mano

di Valentina Casagrande
 
 
 
 
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Paypal form

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Paypal test
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Anno: Numero:
IL TURISMO E LA NATURA AL TTG INCONTRI

 
 
 
 
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TRE SPECIE DI TONNO A RISCHIO DI ESTINZIONE

La pesca intensiva e indiscriminata nei mari di tutto il mondo sta facendo molte vittime illustri, il tonno primo fra tutte. Per scongiurare il pericolo di estinzione di alcuni importanti specie sfruttate oltre misura, occorre adottare urgentemente misure drastiche, come la chiusura temporanea della pesca durante la stagione riproduttiva, e prevedere forti deterrenti per quella fuorilegge. A lanciare l’allarme è l’Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), un’importante organizzazione non governativa che ha valutato lo stato di salute di 61 specie commercialmente significative, tra cui tonni, sgombri,


pesci spada e marlin. Alla luce dei risultati dello studio, che per la prima volta ha coinvolto scienziati della pesca, ittiologi e conservazionisti, per descrivere la criticità della situazione non cerca giri di parole Kent Carpenter, professore americano della Old Dominion University e manager della Iucn: «Sette delle sessantuno specie sono seriamente minacciate e tutte e e tre quelle di tonno rosso rischiano addirittua il collasso. Il tonno rosso del sud (Thunnus maccoyii) ha già adesso scarse speranze di recupero. E, se non cambieranno le attuali pratiche di pesca, - conclude laconicamente Carpenter - anche gli stock del tonno rosso dell’Atlantico (Thunnus thynnus) collasseranno visto che i segnali di ricostituzione delle popolazioni sono scarsi».

 
 
 
 
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NATI 2000 FENICOTTERI NEL DELTA DEL PO

Grandi festeggiamenti nella salina di Comacchio, in provincia di Ferrara, dove questa estate sono nati circa 2.000 pulcini di fenicottero rosa, uccello divenuto ormai l'animale simbolo del Parco del Delta del Po. Della conta dei "pulii" se ne sono occupati i circa 130 volontari, coordinati dal Parco e giunti per inanellare i nascituri. Si tratta di un numero incredibile, se si pensa che solo nel 2007 i pulcini che vennero alla luce furono "solo" 700. Un risultato conquistato con anni di costante lavoro da parte dell'area protetta per creare le condizioni adatte alla proliferazione della specie. «E' un bellissimo segnale – si legge in  una nota firmata da Lucilla Previati, direttrice del Parco del Delta del Po Emilia-Romagna –. Siamo stati in grado di salvaguardare al meglio questa specie,

 
 
 
 
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Utenti inport

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NATURA CAMBIA SEDE

EDINAT - LA RIVISTA DELLA NATURA
ha cambiato sede e recapiti telefonici.

DAL 25 agosto ci trovate
in Via Greppi 1/3
23880 Casatenovo (LC)
tel. 039 92.39.108 /109
fax 039 92.02.455

gli indirizzi di posta elettronica rimangono invariati

 
 
 
 
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TORNA IL BIANCONE DAY

Domenica 18 marzo sulle alture di Arenzano, a pochi chillometri da Genova, va di scena un atteso appuntamento di inizio primavera: il Biancone Day. Come ogni anno appassionati birwatcher e semplici amanti della natura si riuniscono nei pressi del capoluogo ligure per celebrare l'ormai consueto passaggio del maestoso rapace (Circaetus gallicus) e di molti altri uccelli in migrazione. I contrafforti sud orientali del Parco del Beigua, infatti, rappresentano il principale punto di passaggio migratorio per la specie in Italia e uno dei principali del bacino mediterraneo. L’evento, organizzato dall'amministrazione del Parco del Beigua e dalla LIPU in collaborazione con EBN Italia e ROL,

 
 
 
 
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LA GIORNATA DELLA TERRA

Anche quest’anno per l’Earthday, la “Giornata della Terra” (il 20 aprile), in 175 Paesi si affrontano attraverso il confronto pubblico e istituzionale problematiche ambientali di interesse planetario, come l’inquinamento di aria, suolo e acqua, la distruzione degli ecosistemi, la biodiversità e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Nato il 22 aprile 1970 in America grazie a un’intuizione del senatore democratico Gaylord Nelson, a cui fecero seguito i movimenti universitari, l’evento prevede una serie di iniziative finalizzate al raggiungimento dei seguenti obiettivi: dare maggiore visibilità alle realtà nazionali che operano a favore dell’ambiente;

 
 
 
 
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I WORKSHOP DI NATURA

La primavera è la stagione migliore per scoprire le bellezze naturalistiche custodite nel Parco Delta del Po, soprattutto se la vostra passione è rivolta all'avifauna e alla fotografia. Per imparare a ritrarre nel migliore dei modi le tantissime specie che abitano le suggestive Valli di Comacchio si può partecipare a "TRAMONTO NEL DELTA", il workshop teorico - pratico di fotografia naturalistica tenuto dai fotografi di NATURA Roberto Sauli e Maurizio Bonora. Le lezioni si svolgeranno il 19 maggio, con la parte teorica al mattino e quella pratica nel tardo pomeriggio. Durante la lezione teorica saranno esaminati argomenti e problematiche legate alla fotografia naturalistica e

 
 
 
 
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TROPPA SICCITÀ: STOP ALLA CACCIA, L'APPELLO DI VERONESI E BRAMBILLA

Con una "lettera aperta" al presidente del Consiglio, ai Presidenti delle Regioni e ai presidenti delle associazioni venatorie, i fondatori del movimento "La Coscienza degli animali", gli ex ministri Michela Vittoria Brambilla e Umberto Veronesi, e i "garanti" del suo Manifesto - Susanna Tamaro, Franco Zeffirelli, Margherita Hack, Elio Fiorucci, Vittorio Feltri, Edoardo Stoppa, Don Luigi Lorenzetti, Maurizio Costanzo, Dacia Maraini - chiedono, in relazione alla grave siccità degli ultimi mesi, la proclamazione un vero e proprio "stato di calamità naturale" per la fauna selvatica, "con conseguenti provvedimenti di tutela"

 
 
 
 
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SOTTO TUTELA SOLO UNA PICCOLA PERCENTUALE DELLA NOSTRA TERRA

Attualmente solo il 12,7% della superficie terrestre e l'1,6% dei mari è protetto. Lo dice l'ultimo rapporto dell'Unione mondiale della conservazione della natura (Iucn) "Pianeta protetto 2012", presentato nei giorni scorsi a Jeju, in Corea del Sud. Una piccola fetta del nostro Pianeta che però concorre in modo fondamentale a limitare la deforestazione e la perdita degli habitat, dove trovano rifugio le specie animali e vegetali più a rischio. Inoltre, grazie a questo patrimonio di riserve, parchi e aree naturali, viene immagazzinato il 15% dello stock mondiale di carbonio.  Secondo il "Protected Planet Report 2012",

 
 
 
 
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I GHIACCIAI ITALIANI SPARIRANNO ENTRO LA FINE DEL SECOLO?

Entro la fine del secolo i ghiacciai italiani, soprattutto quelli presenti sotto i 3500 metri di altitudine, potrebbero scomparire a causa dei cambiamenti climatici, mentre già oggi oltre il 90% dei fiumi alpini è considerato irrimediabilmente degradato a causa delle attività antropiche. Inoltre, dal 1850 i ghiacciai alpini si sono ridotti del 54%, tanto che secondo alcuni scienziati entro il 2100 potrebbe salvarsi solo il 4-18% dell’area glaciale alpina presente nel 2003. Il grido di allarme lo lancia il WWF con il suo nuovo dossier "Alpi: tetto d'Europa al sicuro", il cui primo capito, dedicato alla risorsa acqua, è stato presentato oggi durante un incontro con la stampa

 
 
 
 
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SALVEREMO LE SPECIE CON UN CENSIMENTO MONDIALE

Per evitare nei prossimi 150 anni un'estinzione di massa paragonabile a quella che interessò i dinosauri 65 milioni di anni fa, è fondamentale scoprire quante specie vivono sul pianeta. Lo sostiene uno studio della Auckland University condotto in collaborazione con la Oxford University e la Griffith University, che ha valutato i tempi di scomparsa delle varie specie animali e la possibilità per gli esseri umani di catalogarle prima che scompaiano. Gli studiosi, capitanati dallo zoologo marino della Auckland University, Mark Costello, hanno analizzato numerosi studi precedentemente condotti, realizzando una meta-analisi

 
 
 
 
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IL BUCO DELL'OZONO IN ANTARTIDE È PIÙ PICCOLO

Grazie alle misurazioni condotte dell'Agenzia spaziale europea si è scoperto che il buco dell'ozono in Antartide si è ridotto. Secondo il satellite meteorologico MetOp, infatti, sarebbero stati raggiunti i valori minimi registrati nell'ultimo decennio. LiveScience ricorda che il buco sopra l'Antartide è comparso per la prima volta nei primi anni 1980 ed è stato prodotto dall'uso di clorofluorocarburi (CFC) e altre sostanze chimiche. È presente normalmente da settembre a novembre e le sostanze responsabili del buco dell'ozono tendono a essere più dannose durante la stagione fredda. Nel 2012 "la temperatura è stata un po' più calda nell'atmosfera sopra l'Antartide.

 
 
 
 
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SUCCESSO DI AMICINATURAShow

Il 21 e 22 settembre si è svolta a Lecco la 1A edizione di AMICINATURAShow, la manifestazione de La Rivista della NATURA dedicata al mondo del Turismo Responsabile, dell'Outdoor e dell'Ambiente. Grande è stata l'affluenza di pubblico che ha potuto entrare direttamente in contatto con aziende ed enti leader nei rispettivi settori. L'evento si è svolto all'interno di Immagimondo, Festival di viaggi, luoghi e culture giunto alla sua sedicesima edizione.

Scopri qui il video della manifestazione:
http://www.youtube.com/watch?v=BDTshIEHd74&list=UUYNR1BKQBHJBxygESP9dM2g&index=1

 
 
 
 
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È NATA LA VERSIONE DIGITALE DELLA RIVISTA DELLA NATURA

È uscito il primo numero di NATURA-Air con il quale si inaugura la versione digitale de la Rivista della NATURA. Non abbiamo voluto mettere in disparte la rivista su carta, che uscirà in coincidenza con le 4 stagioni (a marzo, giugno, settembre e dicembre): lei rimane – disponibile in abbonamento – sintesi e fonte degli stessi argomenti che la rivista digitale può esaltare attraverso suoni e movimenti, gallerie fotografiche e approfondimenti di vario genere. La Rivista della NATURA Air uscirà altre 6 volte nel 2014, nei mesi in cui non esce l’edizione cartacea: oltre a febbraio sarà disponibile ad aprile, maggio, luglio, agosto, ottobre e novembre.
 Per scaricare gratuitamente il primo numero dall'Apple Store clicca qui
https://itunes.apple.com/us/app/natura-air/id818751884?l=it&ls=1&mt=8

 
 
 
 
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