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Guida alle aree protette: Campania

Campania 96 pagine - © Edinat - Milano

Sulla carta, la Campania è una delle regioni italiane maggiormente tutelate da un punto di vista ambientale. Due parchi nazionali, otto parchi regionali, cinque riserve statali, quattro riserve regionali e sei aree marine, oltre a 131 siti di interesse comunitario e a 21 zone di protezione speciale sono la task force messa in campo per porre un freno al consumo e all’abuso di un territorio bellissimo, dove natura, archeologia e tradizioni si fondono in modo straordinario. Da un punto di vista ambientale, il grande protagonista è il magma che da millenni forgia, plasma, distrugge e ricostruisce a suo piacimento il territorio. Vulcani attivi e spenti, solfatare, bradisismo sono solo alcune delle forme con cui il vulcanesimo si manifesta da queste parti. Signore assoluto è il Vesuvio, attorno al quale nel 1995 è nato un Parco Nazionale per arginare la speculazione edilizia che attentava le pendici del gigante addormentato. Appartengono a questo filone vulcanico anche il Parco Regionale dei Campi Flegrei, quello di Roccamonfina - Foce del Garigliano e i Parchi Sommersi di Baia e di Gaiola, nati a tutela di zone archeologiche sprofondate sotto il livello del mare in seguito ai movimenti della crosta terrestre. La vicinanza dei monti al mare regala, poi, una biodiversità particolarmente ricca, con l’habitat mediterraneo che cede rapidamente il passo alla fascia collinare e alle aspre montagne. Mirabile esempio è il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: lungo la costa si susseguono angoli di valore incalcolabile, su tutti la Costa degli Infreschi, scampata alla devastazione edilizia, mentre nell’entroterra corsi d’acqua puliti permettono la presenza della lontra. Al Parco Regionale dei Monti Lattari spetta, invece, la tutela di buona parte della Penisola Sorrentina, uno dei luoghi più famosi al mondo, punteggiato di perle come Amalfi e Positano. Poi ci sono tre parchi regionali più propriamente montani, Monti Picentini, Partenio e Taburno-Camposauro, ricoperti di boschi di castagno e faggio e attraversati da torrenti, mentre nel sottosuolo si sviluppa un articolato sistema di grotte. Un discorso a parte merita il Parco Regionale del Matese, una delle aree più selvagge della Campania, con le sue cime calcaree e i suoi laghi. Qui, nei primi anni ’80 la Paleontologia ha fatto una delle sue più importanti scoperte: il ritrovamento del fossile di un cucciolo di dinosauro talmente ben conservato da mostrare ancora gli organi interni. Per la scienza è Scipionyx samniticus, ma per il mondo è il famosissimo Ciro. Concludiamo questa presentazione con il Parco Regionale del Bacino del Fiume Sarno, un’autentica sfida, soprattutto culturale, per arginare il degrado di un’area piena di eccellenze, prima su tutte, la città di Pompei. Come di consueto, il doveroso ringraziamento a Peugeot Automobili Italia, partner storico di questa collana, che compensa la CO2 prodotta per la realizzazione di quest’opera riforestando e tutelando un’area boschiva nel Parco del Ticino.



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